Se devi fare solo una cosa, fai questo

Articolo consigliato dai professori del corso “Learning How to learn”.

Lui era un teenager, stava per iniziare la scuola superiore, quando suo nonno gli disse questo:

“Subito dopo ogni lezione, dopo ogni riunione, o qualsiasi altra esperienza importante, prenditi 30 secondi — non più e non meno— per scrivere i punti fondamentali. Se fai sempre semplicemente questo, gli disse il nonno, anche se lo fai senza ulteriori revisioni, andrai benissimo.”

Lui lo fece, e andava benissimo. In tutto quello che faceva da allora, con successo, e con abbastanza spazio per avere ancora il brivido di sentire la vita così piena. Più tardi ha coinvolto i suoi due figli in questo patto, loro hanno avuto eccellenti carriere già da giovani.

Io lo sto provando per un po’ di mesi. Ed ecco cosa sono riuscita a scoprire fino ad ora:

1. Non è la presa di appunti: Non pensare che solo perché scrivi giù tutto della riunione, puoi saltare il resoconto di 30 secondi. Anche se breve, questo esercizio è completamente diverso dalla presa di appunti. E’ un atto di interpretazione, prioritizzazione e di presa di decisioni.
2. È un duro lavoro: Decidere cosa è più importante è estenuante. È sorprendente quanto possa essere facile dire a stessi di aver colto tutto quello che importa, trovare scuse per evitare questo breve sprint mentale – una specie di corsa di 100 metri per il cervello.
3. Dettagli sono una trappola: Ma proprio perchè noi molto spesso cogliamo tutto, per modo di dire, – evitando quindi il duro lavorO di decidere quando qualcosa conta veramente – che tutto diventa inutile. L’arte di eliminazione è proprio un’eccellenza. E i famosi 30 secondi di riflessione ti aiutano a smettere di usare la quantitá come una scusa.
4. Devi agire velocemente: Se aspetti un paio d’ore, potresti, sí, ricordare i fatti, ma perdi la sfumatura. Ed è questo che fa la differenza nel decidere cosa importa. Che sia il tono della voce di qualcuno, o il modo in cui un suggerimento semplice a prima vista, che ne scatena molti altri, o l’ombra di un’idea nella tua mente nata da un qualche commento.
5.Impari ad ascoltare meglio e di fare domande migliori:   Una volta che hai preso l’abitudine di dedicare 30 secondi per ricapitolare, essa comincia a cambiare il modo un cui presti l’attenzione, che sia ascoltando un dialogo o partecipando in una conversazione. È come imparare a distinguere una semplice melodia in mezzo a una cacofonia di suoni. Dove tu ascolti con più concentrazione e fai domande pratiche, che richiedono azione, quindi i tuoi 30 secondi per ricapitolare diventano più utili.
6. Sei in grado di aiutare gli altri di più: Molto del contenuto della pratica di 30 secondi rappresenta le osservazioni su cosa è importante per altre persone. Anche se lo scopo è di aiutare a gestire i vari interessi nelle conversazioni future, ti aiuta anche a capire le necessitá di altre persone e persino risolvere i loro problemi. Questo non mi sorprende: intervistando persone che fanno parte del gruppo “generous connections”, sono rimasta colpita da quanto la loro versione subconscia dei 30 secondi sia conentrata sulla domanda: come possono aiutare al meglio gli altri.
7. Diventa più facile e ha più valore: Ogni volta che lo metti in pratica, diventa sempre un pò più facile, un pò più d’auito ed è un pò più divertente.

Fonte: https://www.huffingtonpost.com/robyn-scott/the-30-second-habit-that-_b_4808632.html

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