Girare il mondo per scoprire le migliori scuole! L’intervista con Alexander Murashev.

Oggi vogliamo condividere con voi l’intervista con Alexander Murashev, che per lavoro gira il mondo in cerca delle scuole più moderne e interessanti nel mondo! Che bel lavoro!! Che ne pensate? Buona lettura, è davvero interessante!


EducationLand: Leí frequentava la scuola statale “classica”. Secondo Lei cosa bisogna adottare dal sistema classico e applicare nelle scuole del futuro?
Alexander: Ho cambiato tre scuole. Se la prima volta è successo a causa di un trasloco, la seconda – a causa della scuola stessa. La maestra di russo ci chiamava (eravamo in terza elementare) – bambocci…. “Cosa significa “bamboccio”, chiesi una volta ai miei genitori? “Dove hai sentito questa parola?” Ho dovuto confessare che l’aveva detta la maestra di russo. Un anno dopo studiavo già al ginnasio presso il Museo Russo.
Mi piace che nelle scuole più innovative del mondo i dirigenti insieme agli insegnanti credano che non occorre distruggere le cose vecchie, se funzionano bene. Per esempio nella famosa scuola Ressu in Finlandia, dove invece delle materie studiano dei fenomeni, in un’aula si può vedere un insegnante seduto in cerchio con bambini che cerca di provocarli a fare delle domande, nell’aula accanto una classe tradizionale con un insegnante alla lavagna. Solo perchè cosi è meglio per una determinata materia.

La scuola svedese Kunnskapskolen è costretta a seguire il programma ministeriale, ma hanno trasformato gli insegnanti in coachers, questo gli permette di configurare l’agenda di ogni singolo alunno, monitorando i suoi obbiettivi e la sua motivazione di studiare. Il risultato è che tutti seguono lo stesso programma ma a modo proprio – sembra fantastico! Quindi se oggi mi presento al ministero dell’istruzione raccontando le esperienze di varie scuole, e inizio con la proposta di togliere i muri tra le aule come hanno fatto nella scuola Ørestad, penso che non vorranno nemmeno ascoltarmi. Se invece partiamo dal fatto che ogni programma può essere modificato in modo da far capire agli alluni perché devono studiare questo o quello è un’altra storia. E questo è un elemento della scuola “classica” che basterebbe semplicemente migliorare.

Quasi ogni scuola organizza delle uscite, che sono molto più interessanti delle solite lezioni. Perchè non farlo più spesso? E dopo ogni uscita si può organizzare una discussione. Per esempio, nella scuola Ørestad visitano le Moschee e dopo parlano dell’Islam.

EducationLand:Come fa la selezione delle scuole da visitare? Quali criteri applica? Lei è libero nella sua scelta?

Alexander:Tutte le scuole le scelgo io, non dipendo da nessuno in questo. Per il momento seguo le 3 direzioni principali. La prima sono le scuole che sono state create come “contrappeso” al sistema dell’istruzione del paese. Sono interessanti, perchè guardano al futuro, perché cambiano il sistema che esiste, mostrando i suoi punti deboli, non solo nel suo paese, ma anche nel mondo. Non c’è neanche una di queste scuole che non piaccia ai bambini. Potete credermi, cerco di parlare con gli alunni, fuori dalla classe, senza gli insegnanti o altre persone che potrebbero influenzare la loro opinione.

La seconda sono le scuole statali, dove cerco di notare le particolarità dell’istruzione in vari paesi. Caratteristiche, che devono far parte della scuola ideale, come la vedo io. Alla fine, gli insegnanti meravigliosi, che fanno il loro lavoro con passione, sono proprio quelli che vengono ricordati anche 40 anni dopo che la scuola è finita.

IMG_1109A volte la scelta è evidente. In Finlandia era importante per me visitare la scuola Ressu, perchè è stata una delle prime ad applicare il metodo dei fenomeni invece delle materie. Egalia in Svezia – l’unica scuola al mondo “gender fluid” (che ha abolito maschi e femmine). Ginnasio Ørestad – ginnasio leggendario che entra nell’elenco delle scuole più innovative del mondo. La scuola dei programmatori di talento “42” a Parigi, il posto che non assomiglia a niente al mondo.

EducationLand: Le scuole aprono le sue porte per Lei volentieri?

Alexander: La cosa più difficile consiste nel spiegare agli insegnanti di queste scuole che quello che è una routine per loro può essere qualcosa di incredibile per le persone di un altro paese. Immaginate un preside di una scuola nella piccola città della provincia di Danimarka che riceve una telefonata da un giornalista russo che vorebbe venire a visitare la sua scuola perchè sta scrivendo un libro. Al suo posto sarei rimasto sorpreso anch’io.
La seconda cosa molto importante è trovare cosa c’è di diverso in queste scuole rispetto a quello che ho conosciuto io ai miei tempi. La cosa piú terribile per me è che capiti che parlando con gli insegnanti e gli studenti, potrei perdere di vista le caratterisciche che rendono il sistema di formazione in questo posto unica. Devo essere molto attento anche alle piccole cose. Per esempio, durante i 5 minuti di attesa nella stanza degli insegnanti in una scuola finlandese, studiando i muri, ho trovato l’agenda degli incontri su “La salute generale degli studenti”. Oppure quando ho saputo che in Francia esiste “La Vie Scolair” – “sorelle e fratelli maggiori” per gli studenti, ai quali loro possono dare del “tu” e che creano insieme agli psicologi “un trampolino sicuro” tra agli insegnanti autoritari e lo studente. Questa tradizione esiste solo in Francia.

EducarionLand:La scuola è solo una parte della vita. Non possiamo assegnarle tutta la risponsabilitá? Lei non pensa che per arrivare alle scuole del futuro anche i genitori debbano cambiare?

Alexander: È curioso, perchè sento spesso nelle scuole il contrario: Non possiamo pretendere troppo dai genitori. La scuola deve fare da capo nella crescita del bambino. Vedo che i genitori sono cambiati, 5-7 anni fa sceglievano la scuola secondo la sua collocazione: “piu vicino” a casa. Adesso tutti studiano le varie metodologie, parlano con gli insegnanti, certi scelgono “homeschooling”.

Se c’è qualcuno che ci può aiutare a cambiare, sono gli studenti stessi! Non sono più come una volta! E non è la classica frase che dicono riferendosi ad ogni generazione! Come ha detto Shalva Amoniashvili: “I bambini sono cambiati e noi siamo rimasti vecchi.” Con i ragazzi di oggi non funziona la vecchia frase: “Se non vai a studiare- non troverai mai un lavoro decente”. Quando mia mamma dice al mio fratello di 17 anni che “deve scegliere il mestiere della vita”, lui le gira il pc con l’ennesima storia di un agente immobiliare che a 65 anni ha inventato un’applicazione ed è diventato ricco. Difficile da contraddire. Dobbiamo cambiare.

E parlando con i genitori che hanno scelto le scuole alternative, vedo che sono già diversi. Ed è logico. Non puoi cercare a lungo una scuola dove tuo figlio crescerá in armonia e dopo a casa sgridarlo e litigare con lui perchè a 15 anni non sa ancora che università scegliere.

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EducationLand: Ha mai incontrato degli insegnanti straordinari nelle scuole ordinarie che sono riusciti a cambiare qualcosa nella vita degli studenti?

Alexander: È un tema molto interessante per me. Per esempio, mia mamma aveva un’insegnante 40 anno fa e se la ricorda ancora. Lei ha introdotto una materia su “Estetica” e parlava dell’arte e della sua influenza sulla nostra vita. Durante le vacanze facevano gite nelle varie città e aiutavano tutti quelli che ne avevano bisogno. È questo che deve dare la scuola: fornire un’esperienza che non ti fa venire la domanda: perche devo farlo?
A dire il vero, una delle prime persone che mi ha ispirato a scrivere questo libro, era l’insegnante italiano Cesare Catà. Un giorno lui diede ai suoi alunni compiti per le vacanze: 15 cose da fare. E grazie a questi è diventato famoso in tutto il mondo. Perchè i compiti erano i seguenti: «passeggiate lungo il mare in solitudine, osservate i riflessi del sole e pensate a quello che vi fa felici». E lui era un insegnante di una semplice scuola ordinaria.

EducationLand: Dove si torva la maggior parte delle scuole alternative/innovative e perchè?

Alexander: Se proviamo a fare la lista delle scuole “diverse” capiamo subito che la maggior parte si trova negli USA. Ho provato a contarle e mi sono perso al numero 60. Ci sono tante scuole interessanti in Gran Bretagna, dove spero di andare giá a novembre. Oltre alla scuola “Summerhill “ -l’unica nel suo genere, c’è “La scuola della vita” di Alen de Botton per adulti, dove insegnano a risolvere i problermi con filosofia e il senso dell’ umorismo. Però non so dire perchè in certi paesi ce ne sono di più di queste scuole. È della serie: “perchè i migliori designer vivono in Italia e in Gran Bretagna” e le auto più sicure le fanno in Germania e in Giappone.

In conclusione devo dire che in ogni scuola, con ogni insegnante e in ogni paese alla fine parliamo degli argomenti globali. Come comunichiamo con i bambini? Cosa e come ci ha aiutato a formare noi stessi? Come l’esperienza vissuta guida la nostra vita? E presto ci accorgiamo che la scuola in qualche maniera è soltanto il primo passo per discutere delle domande alle quali non sempre abbiamo delle risposte.

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