3 modi efficaci per imparare le poesie

É molto più facile memorizzare il testo di una poesia che un qualunque altro testo, ma ciò non toglie le difficoltà che sorgono quando si impara a memoria qualcosa. Come si può semplificare questo processo? La psicologa e giornalista Tatyana Nikitina propone tre modi che aiutano a memorizzare una poesia, e sono adatti anche per allenare la memoria.


La visualizzazionele associazioni a livello di sensazioni e ravvivamento di immagini.
Più vivaci e dettagliate sono le immagini create dal poeta che riuscite a visualizzare, migliore e più veloce è la memorizzazione della poesia.
1. Mettetevi comodi— come se vi preparaste alla visione di un film. Ora leggete le prime due righe. Chiudete gli occhi e immaginate di vedere quello che leggete come su uno schermo. Il vostro compito è immaginare in modo più vivo possibile quello che avete appena letto. Se subito non ci riuscite, non scoraggiatevi. Concentratevi sulla respirazione per mezzo minuto e continuate. Quando appare l’immagine, soffermatevi su di essa per 20-30 secondi e osservatela attentamente. Fate attenzione a tutti i dettagli. Solitamente i bambini visualizzano più facilmente degli adulti: il loro emisfero destro, responsabile per la fantasia e l’immaginazione, funziona in modo più intenso, non sono limitati da una logica severa di cui molti adulti sono afflitti come effetto laterale della loro formazione.
2. Leggete le stesse righe ancora una volta, ma ora ad alta voce. Questo è importante perché l’informazione elaborata da più canali di percezione lascerà un segno più solido nella memoria. Quando leggete ad alta voce un testo da memorizzare, si attiva non solo l’apparato visivo ma anche uditivo e articolare. Ancora meglio se fate passare la memorizzazione da più canali possibili: visivo, uditivo, tattile, cinetico, olfattivo.
Bisogna impegnarsi ad “entrare” dentro l’immagine creata e ravvivarla: immaginare colori vivaci, sentire i suoni, toccare gli oggetti intorno a voi. Anche di sentire odori e gusto. Se la poesia, per esempio, parla di un bosco invernale,LAGORAI APERT.

riuscite mentalmente a sentire il rumore della neve sotto i piedi, immaginare i raggi brillanti di sole che cercano strada tra i tronchi degli alberi, o vedere come brilla la neve, sentire l’odore dei pini? Riuscite mentalmente a toccare il tronco e sentire la sua superficie? Cercate di farlo proprio ora. Per un ravvivamento di questo genere non ci vogliono più di 15-30 secondi, ma alla fine permette di «disporre» l’informazione nella memoria molto più velocemente, e quello che è più importante, in modo più solido rispetto alla solita ripetizione a pappagallo.
3. Tenendo l’immagine creata nella mente, ripetete ancora una volta (o due) le righe da memorizzare e poi passate a quelle successive. Le immagini che voi disegnate nella vostra mente vi permettono di avere un solido collegamento associativo di base, e al momento giusto il riferimento alle immagini create vi aiuterà a riprodurre il tutto più facilmente.
La tecnica della tendina
Questa tecnica è più «meccanica», ma aiuta comunque a ridurre notevolmente la quantità delle letture di una poesia fino ad una sicura riproduzione. Consiste nel chiudere gradualmente una parte del testo sempre più grande con un cartoncino o carta spessa, cosidetta “tendina” e completare la riproduzione delle righe rimaste a memoria. E’ una tecnica che può essere abbinata al primo metodo.
Allora, prima leggete il brano due volte, cercando di impararlo a memoria (la seconda volta è opportuno leggerlo usando più possibile la visualizzazione e il ravvivamento). Invece alla terza lettura chiudete con la “tendina” preparata in anticipo una piccola parte di testo sulla destra (2-3 centimetri) e leggete pronunciando il resto delle righe come le ricordate. Sarà molto facile farlo. Con ogni lettura spostate la tendina sempre più verso sinistra chiudendo la parte della riga sempre più grande e riproducete le righe coperte dalla tendina come le ricordate.
Quando vi sentite abbastanza sicuri, lasciate scoperte solo le prime lettere di ogni riga— come un aiutino o un appoggio. Se vi capita di dimenticare qualcosa o di pensarci troppo per ricordare — guardate la prima lettera scoperta e cercate di ricordare con il suo aiuto. La capacità di ricordare la prima parola grazie alla prima lettera ce l’hanno quasi tutte le persone. E certamente la prima parola aiuta a ricordare le altre.

IMG_1130 Ci sono alcuni motivi perché sia meglio lasciare una lettera per sbirciare anziché tutto il testo. Uno è — il risparmio del tempo (non serve cercare in mezzo a tutto il testo). Secondo— l’impossibilità di sbirciare il resto (c’è speranza che il resto si riproduce veramente a memoria e non perché catturato con la vista periferica mentre si sbirciava prima). Terzo— l’allenamento della memoria associativa, il cervello impara a trovare l’informazione necessaria sulla base del codice. Quarto — molte persone che usano questa tecnica dicono che la colonna di prime lettere rimane anche nella loro memoria visiva, cioè hanno sempre questa specie di aiutino (un fenomeno del genere succede con persone che hanno la memoria visiva ben allenata).
Quando riucirete a riprodurre il brano senza sbirciare le prime lettere, allenatevi ancora con il testo completamente coperto dalla tendina. Questa è la fase finale quando il testo è coperto completamente e voi lo riproducete usando solo la vostra memoria. E se inciampate e vi serve aiuto, spostate la tendina solo un po’ alla volta quanto basta per farvi ricordare la parola giusta.

L’autosuggeritore
Oggi, quando grazie agli smartphone anche un alunno di prima elementare può registrare la propria voce, questa tecnica deve assolutamente essere provata e, se va bene, presa in considerazione.IMG_1131
1. Registrate il brano da memorizzare con il registratore. Sarebbe ottimo se riusciste durante la registrazione leggerla con emozione, anche esaggerando. In seguito tutti gli accenti dei suoni aiuteranno alla vostra memoria. La nostra memoria è fatta in modo che ricorda meglio l’informazione d’impatto più forte, accompagnata da emozioni, straordinaria, non quella noiosa o quella monotona.
2. Ora ascoltate il brano e leggete contemporaneamente (se riuscite anche a pensare alle immagini — meglio).
3. Ascoltate e leggete ad alta voce. Qui è l’uso di almeno tre canali di passaggio dell’informazione vi aiuta a memorizzare: visivo, uditivo, attività verbale.
4. Ascoltate e cercate nello stesso tempo di pronunciare il brano, ma con un minimo anticipo del testo registrato. Voi stessi sentirete se riuscite a ricordare in tempo la riga giusta prima che sentite la registrazione.
5. Controllatevi. Preparate la registrazione in modo che sia comodo schiacciare il tasto della pausa. Ora iniziate a declamare (in quartine) e subito controllate se corrisponde alla registrazione. Poi ricominciate a declamare la parte successiva. Se in qualche punto incontrate una difficoltà, per esempio, se non riuscite a ricordare l’inizio della parte successiva, lasciate che il vostro “suggeritore” vi dia un aiutino lungo un secondo. Se un secondo è poco — permettetevi di più, ma cercate di usare al minimo gli aiuti. In fase finale cercate di farlo senza aiuti e solo dopo confrontatevi con il testo scritto oppure con la registrazione.
Memorizzare brani di poesia fa molto bene sia ai genitori che ai figli, sia alle nonne che ai nonni. É uno dei mezzi più forti non solo per lo sviluppo, ma anche per avere una buona memoria. I medici ci avvertono: la nostra memoria oggi è peggio di quella delle generazioni precedenti, e uno dei motivi, secondo gli scienziati, è che ai nostri tempi le persone hanno praticamente smesso di imparare le poesie a memoria e cantare canzoni. La conoscenza e la declamazione di brani di poesia non sono più di moda, e questo influenza direttamente la qualità della memoria dei nostri contemporanei.

La ricetta per una buona memoria è sorprendentemente semplice: memorizzate una quartina a giorni alterni e non vi lamenterete mai più della vostra memoria.

la fonte: http://www.mel.fm

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