Scuola finlandese: l’esperienza personale

Scuola finlandese: l’esperienza personale

La notizia che la Finlandia ha annullato le materie nelle scuole ha suscitato attenzione nel mondo academico, tante persone hanno espresso la loro ammirazione e tante invece l’incomprensione. Capire come in realtà funziona la scuola finlandese si può solo diventando l’alunno di questa scuola. Ed è proprio ciò che ha fatto Alexander Murashev, un giornalista russo, e vogliamo condividere con voi il suo articolo.
È andato a Helsinki nella scuola Ressu, la prima ad applicare il nuovo sistema. Il metodo si chiama “phenomenon based learning”, quindi gli alluni studiano i fenomeni. Studiano anche la matematica, la storia e le altre materie, ma non in maniera classica.
Al loro posto sono arrivate le cosiddette unità (units): durante le 6 settimane gli alluni studiano un argomento attraverso varie materie. “Per esempio, come l’argomento può esserci il tema dei migranti”, – spiega il direttore della scuola Lina Luisara. Nella scuola classica questo tema viene studiato durante le lezioni di sociologia. Si aggiunge la geografia – da dove arrivano? Poi si studia la storia – cosa è successo prima e cosa può succedere dopo la loro migrazione? Esistono nella storia gli eventi ricorrenti, quando i popoli si spostano in cerca di rifugio. Poi si aggiunge la cultura: per esempio la cultura del cibo che i popoli portano con se. Noi stessi finlandesi siamo nomadi dalle sponde del fiume Volga. Adesso abbiamo la TV, l’internet e parliamo di questo, 700 anni fa non esistevano, ma il processo di migrazione c’era”.

Da dove è iniziata questa rivoluzione della scuola? I finlandesi sono partiti dalla base. Prima di tutto hanno provato a rispondere alle domande più importanti per il sistema scolastico di oggi: quale informazione e quali capacità possono essere utili nella vita? Che influenza hanno queste conoscenze su di noi? E alla fine la domanda più importante – a cosa serve la scuola nel secolo in cui è più difficile proteggersi dall’informazione che ottenerla ? Lina disegna la testa di un bambino con i punti dentro e poi li collega. IMG_1110“Noi facciamo le domande e riceviamo le risposte dalle varie fonti. Così gli alunni cercano i collegamenti tra quello che sanno già e le cose nuove che imparano. E il ruolo dell’insegnate consiste nell’aiutare lo studente a trovare questi collegamenti. Per esempio la mamma mi ha insegnato qualcosa, dopo ho letto su questo argomento in un libro. Si crea un collegamento, dopo l’insegnante a scuola parla dello stesso argomento. Così si forma il quadro completo”. Qui non si fanno le domande agli alunni, sono loro che le devono inventare. E l’insegnante aiuta ad arrivare alle proprie conclusioni. Questa è la base del processo educativo della scuola finlandese.

Le aule e i corridoi della scuola sono decorati con dei disegni e le tabelle con delle domande: “Chi siamo?” “Come è fatto?”, “Come accadono i cambiamenti?”

È il metodo che usiamo fin dalla prima elementare, l’argomento è uguale per tutte le classi, però le domande che fanno i bambini sono diversi, perché le scelgono i bambini. Come esempio questo è l’argomento della 4° elementare: “Chi siamo?” In prima elementare si studia – Chi sono io? Da dove vengo? La mia città è Helsinki. Di dove sono i miei genitori? Prima la mia famiglia abitava in Finlandia o si è trasferita qui? In quarta studiamo i cambiamenti che accadono con le persone in varie fasi della loro vita – sociali, psicologici, fisici. Che idea abbiamo di noi stessi? Come questa idea di noi influenza le nostre relazioni con gli altri? Questa è la base. In quinta viene approfondita ancora di più. Iniziamo a cercare i collegamenti tra vari argomenti, studiamo come le cose si legano tra di loro in una certa maniera.
Una delle unità è “meccanismi e invenzioni”, che cosa include? L’arte, la storia- come gli oggetti che ci circondano sono cambianti con gli anni, come questi meccanismi influenzano la nostra vita? Quindi tutto quello che studiano a scuola è collegato al 100% con la vita reale. Ogni giorno gli insegnanti propongono ai bambini di chiedere se stessi – “Che cosa dà personalmente a te ogni unità studiata?”
IMG_1111.JPGIn classe dove studiano tessile (lezioni facoltative, ma molto richieste) Lina si rivolge alla ragazzina di 8 anni che sta scrivendo qualcosa con tanto entusiasmo su iPad: “Vorresti rispondere a qualche domanda del signor Murashev, giornalista russo?” Parlando un inglese perfetto la studentessa mi racconta che sta registrando i suoi pensieri che riguardano il lavoro con la macchina da cucire. Non è intimidita dal fatto che sta parlando con una persona sconosciuta. A scuola Ressu gli studenti e gli insegnanti parlano da pari a pari, si sente il rispetto verso il prossimo.
Durante le lezioni tutti, compreso l’insegnante, sono seduti in cerchio. Se gli alluni iniziano a parlare troppo forte tra di loro, l’insegnante inizia a sussurrare, dice che così e più facile ad attirare l’attenzione invece di urlare. In ogni classe ci sono le cuffie insonorizzanti, se lo studente sente il bisogno di concentrarsi – le mette e inizia a lavorare. – Con ogni frase l’insegnante d’inglese, Anna Hart, cerca di motivare i bambini ad esprimere i propri pensieri. Anna dice che la migliore motivazione per i bambini è avere la possibilità di prendere le decisioni.Lo scopo della nostra scuola è far capire al bambino il suo talento e come applicarlo”. Anche se il bambino non vuole rispondere alla domanda – la sua scelta viene rispettata.

Economia in cucina.
Tre volte alla settimana gli alluni di terza media studiano l’economia…in cucina. Prima cucinano insieme (qui si può vedere una ragazza con hijab insieme ai ragazzi finlandesi che cucinano) poi mangiano insieme. Familiarità con altre culture avviene attraverso il cibo, le tradizioni di apparecchiare il tavolo. “Accettare che il mondo è diverso è molto importante – dice Lina, i bambini devono capire e rispettare questo”. Cosa c’entra l’economia??? In realtà i bambini per imparare come funziona l’economia hanno deciso di aprire un bar. Adesso devono fare i calcoli delle spese, di guadagno ecc. Formazione collaborativa è una cosa importante nello studiare dei processi. Perché uno studente può aiutare l’altro.

La lezione sul sistema solare in seconda elementare: i bambini creano i pianeti usando le confezioni delle uova e i colori. IMG_1109.JPGL’argomento – rotazione della terra e l’impatto di questo fenomeno sul cambiamento delle stagioni. I bambini sono divisi in squadre, ogni squadra crea il suo pianeta e poi racconta agli altri le proprie scoperte. In ogni squadra i ruoli sono divisi: c’è il capo, uno scrittore che registra il processo, il responsabile dei materiali, project manager.

Lezioni di tecnologia

IMG_1116.JPGIniziano dalla terza media, sono facoltative, ma le aule sono sempre piene. E si può capire il perché. Qui non ci sono limiti per la creatività. a disposizione sono: stampante 3D, reparto di saldatura e di verniciatura. Un ragazzo mi mostra una chitarra fatta da lui. Paavo Peltoma – l’insegnante, mi racconta che i ragazzi sono liberi di scegliere che cosa fare. “Solo all’inizio li chiedo di fare certe cose come: la radio, l’orologio da parete o il campanello”. I ragazzi possono lavorare da soli o in gruppi. Il compito dell’insegnante è assicurare la fattibilità e la sicurezza del processo.

Compiti! In realtà i compiti nella scuola finlandese esistono. Però sono diversi! Prima di tutto l’alunno può scegliere il giorno di consegna. Secondo: è lo scopo del compito. Ad esempio per un argomento come la storia il compito può essere fare l’intervista ai nonni, chiedendo i dettagli della vita negli anni 50′, di come era la scuola, fare paragoni con la vita di oggi e dare la propria conclusione. Al massimo i compiti devono occupare 20 min al giorno!!

Lina dice che la scuola Ressu usa anche i metodi “classici”, perché ci sono tante cose che funzionano, la loro scuola è un mix tra il passato è il futuro. Però tutto insieme deve permettere agli alunni di sentirsi bene, perché la scuola – sono i bambini.IMG_1115.JPG
“I bambini che oggi vanno in prima elementare inizieranno a lavorare fra 20 anni, quando il mondo sarà completamente diverso”, dice Lina. Non possiamo sapere che conoscenze serviranno. Quindi oggi i bambini devono imparare il processo dello studio – così nella vita potranno facilmente adattarsi ai cambiamenti. Devono imparare a lavorare in squadra, essere aperti al mondo, sapere che viviamo sullo stesso pianeta e che dobbiamo rispettarla!”
Al centro della scuola finlandese c’è l’alunno, non il programma o i voti! La scuola – secondo Lina – serve per permettere ai bambini di imparare gli uni dagli altri. “Se guardiamo nel futuro – un istituto come la scuola resterà? Oppure sarà una piattaforma virtuale, dove tutti potranno accedere grazie agli occhiali 3D?”

Cosa ne pensate? Noi in Italia possiamo adottare questo sistema?

La fonte : https://drugienovosti.project-splash.com/глава-1-для-чего-нужна-школа-dd1b98a2b130

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