Competenze indispensabili per la vita e per l’apprendimento

“Nel mondo di oggi tutti i fatti si possono trovare sulle punta delle dita. Per distinguersi bisogna saper vedere le connessioni tra gli avvenimenti e creare le soluzioni e le innovazioni di cui nessuno sa e neanche si immagina” Ellen Galinsky, l’autruce del libro “Faccio io! O come motivate il bambino al successo” (Ellen Galinsky, “Mind in the Making”)

Tutti i genitori vorrebbero vedere il proprio bambino felice e che abbia successo nelle cose belle che fa. Ma non tutti i genitori sanno come aiutare il bimbo a riuscirci. Cosa esattamente bisogna sviluppare per porre le solide basi per raggiungere le alte vette nella vita. E, soprattutto, noi genitori siamo in grado di farlo?

Gli scenziati studiano il collegamento tra i successi del bambino e l’ambiente in cui il bambino si sviluppava e veniva educato. Essi distinguono le capacitá che è importante sviluppare prima che il bambino inizi la scuola. Spesso tali capacitá vengono trascurate da noi genitori e alcuni invece non le consideriamo neanche, perchè nella nostra societá si è solidificata l’opinione che lo scopo della formazione è acquisire le conoscenze. Si pensa che senza le conoscenze non sia possibile essere pronti per la scuola e studiare bene in futuro. Ma la veritá sta nel fatto che ne noi genitori, ne gli insegnanti – nessuno di noi può immaginarsi quali conoscenze esattamente serviranno ai nostri bambini nel loro futuro. Viviamo in un secolo tecnologico, il secolo di sviluppo rapido dell’intelletto artificiale, e non è praticamente possibile prevedere di cosa esattamente avranno bisogno i nostri bambini.

Ma quello che possiamo fare per il bambino (come confermano le ricerche scentifiche) – è che possiamo aiutarli a formare le capacitá che li aiutano sia a scuola che nella vita! E sono le seguenti:
– saper comunicare e costruire le relazioni con le pesone,

– saper capire e gestire le proprie emozioni,

– saper imparare e scoprire nuove cose,

– saper adeguarsi in modo flessibile ai cambiamenti inevitabili e avere un approccio creativo alla soluzione dei problemi.

Siamo umani. E la maggior parte del nostro tempo lo passiamo in compagnia di altri umani. Siamo costretti a imparare a interagire in modo efficace l’uno con l’altro per raggiungere i risultati migliori nella vita, dalla prima infanzia. E per i piú piccoli è particolarmente importante, perchè il piccolo non è in grado di sopravvivere se non ha accanto un adulto capace di nutrirlo e di proteggerlo. Ecco perchè la comunicazione costituisce le fondamenta dello sviluppo del bambino. Ogni bimbo ha bisogno di capire e essere capito. Ed è pronto a comunicare con noi dall’inizio, usando il pianto, il linguaggio del corpo e la mimica. Per lui è così che inizia la comunicazione. E da come il genitore reagisce e sostiene questa comunicazione dipende la costruzione dell’esperienza di vita del bambino, lo sviluppo del linguaggio e la comprensione emotiva. Proprio nella comunicazione con il genitore il bambino riceve la prima esperienza della prima interazione sociale, non accade nel gruppo della scuola materna.

Tutto è molto più semplice. Se volete che il bambino cresca una persona sensibile, che comprenda se stesso e gli altri – siate premurosi verso di lui, accettate le sue emozioni. Se volete che il linguaggio del bambino sia sviluppato – parlategli.

Curiositá – uno degli impulsi più forti e basici dell’uomo. Il motore dell’umanitá. La curiositá probabilmente è legata alla nostra evoluzione – più sappiamo del mondo che ci circonda, più possibilitá abbiamo di sopravviverci.

I bambini hanno l’istinto del ricercatore. Prima che iniziano a parlare fanno domande usando il dito, indicando ciò che provoca il loro interesse. Se, grazie alla sua richiesta, il bimbo ottiene l’oggetto, scopre che in quel modo può ottenere qualcosa. Se gli viene nominato l’oggetto indicato, capisce che può ottenere una riposta. Ma che cosa accade se i genitori non reagiscono in nessun modo? Il bambino smette di indicare con il dito e quindi smette di fare domande (Chouinard, 2007).

È interessante che il cervello nello stato di curiositá memorizza meglio non solo l’oggetto di ineteresse, ma anche l’informazione ad esso collegata, anche se è noiosa (Ranganath, 2014). Questo è legato al fatto che quando c’è l’interesse, si accende una zona del cervello che è responsabile per la sensazione del piacere e la soddisfazione. Nello stato di curiosità si avvia la crescita.

Come afferrare il biscotto?
La curiosità è collegata alla capacità di pensare creativamente.
La usiamo quotidianamente, sopratutto i bambini. Il bambino che ha pensato di avvicinare la sedia al tavolo per prendere i biscotti dimostra le sue capacità di pensiero creativo. Il bambino che immagina di essere su una nave essendo seduto sul tappeto di casa dimostra anche lui le proprie capacità di pensiero creativo. Per continuare a creare il bambino deve sentirsi in sicurezza. La creatività ci aiuta ad adattarsi ai cambiamenti della vita, guardare un problema da una prospettiva diversa, ci aiuta a non aver paura delle cose nuove. Aiuta ad essere sicuri di se stessi. Perché nella creatività gli errori sono inevitabili e fanno parte del processo. Gli errori aiutano a crescere e a sviluppare le nuove capacità e sbagliare di nuovo. Il nostro compito come genitori è aiutare i bambini a poter creare liberamente. Perché per far si che il bambino afferri il biscotto dobbiamo dargli la possibilità di avvicinare la sedia.

L’ingrediente segreto.
Lo sviluppo di un bambino piccolo – sia emotivo, fisico che intelettuale – ha luogo grazie ai suoi raporti con i genitori. Tutta la magia accade con il vostro aiuto. L’ingrediente segreto per lo sviluppo del vostro bambino – siete voi. Senza un contatto sensibile, affettuoso e attento è più dificile costruire un’esperienza positiva nel bambino. Però questa esperienza condiziona la presenza della fiducia del bambino nei confronti del mondo, la sua capacitá di relazionarsi con le persone, lo sviluppo del cervello in generale. Con un genitore sensibile il bambino impara a conoscere se stesso, ed il proprio valore. Quando il piccolo piange, il genitore lo prende in braccio, lo dondola delicatamente e il bimbo si calma e si addormenta. E così che inizia ad imparare ad approcciarsi al mondo senza paura, lui capisce che lo accettano con le sue necessitá, che lui è prezioso. E questa è la base principale della formazione di una psiche solida.

Significa però che dobbiamo trattare con attenzione non solo il bambino, ma anche noi stessi per poter stare bene e poter dare il necessario al bambino. È importante permettersi di stare in compagnia di persone per noi interessanti. Avere le attivitá preferite che potranno portare più piacere e soddisfazione nella nostra vita. Questo ci aiuterá a vedere le situazioni in modo alternativo, a trovare nuovi modi per risolvere le problematiche, ad abbassare il livello di emozioni negative, di stress, e quindi ad essere persone più felici. E nelle famiglie felici crescono bambini felici!

La fonte: http://www.umnitsa.ru

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