Una storia vera – ognuno può trovare la propria vocazione!

È una storia vera, raccontata da Ekaterina Murasheva, la psicologa che lavora con i bambini e ragazzi a San-Pietroburgo (Russia):

“E’ venuta una donna con il suo figlio adolescente. Il ragazzo aveva il disturbo di sviluppo serio. Mi sono afflitta, perché di solito in questi casi è difficile aiutare.

– Presentati, – ha detto la madre.

– Mi chiamo Vassily, ho 17 anni, studio agli superiori.

Si sentiva un d’effetto logopedico.

– Piacere, Vassiliy, sono Ekaternia

– La nostra diagnosi-deficienza mentale. Però Vassily è molto buono, cerca sempre di aiutare tutti. A volte dimentica le cose, però se gliele ricordi – riprende a farle. Ha una sorella minore. Siamo venuti perché ci serve il suo aiuto con l’orientamento professionale.

– Scusatemi, l’oritentamento professionale di chi? – chiesi io.

– Di Vassily. Si, sappiamo che non sarà facile. Anche perché nel nostro paese (Russia) finché i bambini come lui vanno a scuola, dove ci sono gli insegnanti di sostegno – tutto va bene. Ma dopo? Sono destinati a stare in casa davanti alla TV. Non può andare all’università perché ci vuole concentrazione, pazienza, motoria fine sviluppata. È Vassiliy non ha queste capacità. Quindi siamo venuti a chiedere il Suo parere.

Era davvero la prima volta per me: aiutare con l’orientamento professionale di una persona con deficienza mentale. Ok. Quali sono i punti di forza? Gli piace aiutare? Fare il test secondo metodo di Veksler, ci vuole tanto tempo. Vedo che nella sua cartella c’è già, il risultato 78, direi non è male.

Cos’altro abbiamo? Quando parla, usa le frasi semplici, ma capisce le domande è da le risposte giuste. Gli piacciono i bambini e gli anziani, ha paura di uomini adulti, ragni, sangue. L’attenzione molto bassa. Non gli piace lo sport, però gli piace camminare. Adora il teatro, il cinema, soprattuto il teatro dei burattini. Non sa usare bene la tastiera del computer a causa della motoria fine poco sviluppata. Gli piacciono i numeri, adora disegnarli, colorarli, capace di fare gli esercizi entro 100.

– Davvero incredibile!

– Si, dice la madre, lui può anche fare un complimento paragonando una persona con un numero “Siete bella e buona come il numero 3!”

– Voglio lavorare, voglio essere utile e aiutare la mamma!

Innanzitutto abbiamo escluso le attività che non poteva fare perchè erano pericolose o richiedevano più capacità. Alla fine Vassily ha deciso di provare a lavorare nel supermercato e mettere a posto i cartelli.

è passato un po’ di tempo. Sua mamma è venuta da sola. No, non è andato bene. Ha iniziato con tanto entusiasmo, poi si è stufato, è andato a casa senza dire niente a nessuno.

– Come ha spiegato questo?

– Ha detto che era noioso perché nessuno gli parlava è quando tutti i cartelli erano a posto, non aveva niente da fare.

– Volete continuare a provare con altri lavori?

– Si, lo vuole anche Vassily. Era molto dispiaciuto pure lui che è finita così.

– E se provassimo il lavoro di corriere? Gli piace camminare, sa leggere, parlare con le persone.

– Bella idea!

Sono passati tre mesi!

– Questa volta è venuto con il papà. All’inizio andava tutto bene, Vassily era contento. Una volta non aveva capito bene l’indirizzo, aveva camminato attorno al posto per 2 ore, aveva spaventato gli impiegati negli uffici della zona, aveva chiamato l’azienda ma l’hanno sgridato. Aveva cercato di chiamare la mamma, ma lei non ha sentito il telefono. Così ha buttato il pacco nel cestino è corso verso la stazione dei treni perché voleva scappare dalla vergogna. Per fortuna ha chiamato la sorella è siamo riusciti a fermarlo.

– Mi dispiace tantissimo, ho fatto un errore – disse Vassiliy, tenendo in mano il gettone numerato per guardaroba. Però voglio lavorare! Mi piace lavorare! Mi piace fare i regali alla mamma e alla sorella.

– Abbiamo visto che in questi mesi è cresciuto tantissimo. Vogliamo continuare a provare.

Ma cos’altro potevo proporli?

– Dobbiamo trovare un lavoro dove possa sfruttare la sua passione per i numeri.

E in questo momento il mio sguardo è caduto sul gettone numerato.
– Guardaroba! – ci sono i numeri, sembra che nella clinica vicino ne stanno cercando uno.

– Andiamo subito, disse il papà.

È passato un anno o forse di più. Sono venuti di nuovo Vassily con la mamma. Avevo paura di sentire che non ha funzionato nemmeno sta volta. Però il sorriso della mamma diceva che abbiamo trovato la soluzione giusta!

– Oggi siamo venuti per parlare della promozione?

– ?????

– Il lavoro nel guardaroba! Abbiamo trovato quello, che cercavamo! Gli manca praticamente solo dormirci con questi gettoni, ha elaborato dei sistemi complessi di cosa va appeso dove… E passa i cappotti agli anziani, e sorride a tutti, e tutti gli vogliono bene. Il capo infermiere gli ha detto una volta: Vassily, caro, tu ci riesci proprio in questo lavoro, è la prima volta che vedo una cosa simile! é ovvio che sei cresciuto oltre alle dimensioni del nostro policlinico. Faresti meglio ad andare avanti, a fare la carriera del guardaroba. Lui si era vergognato davanti al capo infermiere, ma a casa mi chiese: “Mamma, cosa vuol dire carriera?” Beh, io ho spiegato come meglio potevo, lui si era entusiasmato e disse: “E ci sarà a che fare con un numero maggiore di gettoni, giusto? Allora la voglio fare, la carriera!” E io quindi gli ho trovato lavoro nel guardaroba della mia biblioteca tecnica. Nuovi gettoni, nuovi appendiabiti — lui era assolutamente felice. Solo a conoscere tutti gli ci sono voluti 6 mesi (questo lo dice riferendosi ai gettoni) e a elaborare un suo sistema, dove e cosa e in che ordine appendere. Poi si godeva il lavoro. C’è solo un problema: quando il gettone si perde, lui piange. Ma gli ho già insegnato che deve andare in stanza a farlo anzichè in pubblico. Per il resto va tutto benissimo, e noi, è ovvio, siamo felicissimi. Poi in estate lui è venuto da me e ha detto: “Beh, mam, è ora di andare avanti.” Io e mio marito ci siamo sorpresi molto. “In che senso?”, l’abbiamo chiesto. “Beh”, disse, “conoscere altri gettoni, fare carriera.

IMG_1019.JPG— Perfetto! — esclamai io, incoraggiandomi all’improvviso. — Vassily, hai pienamente ragione! Una persona deve crescere, finchè gli è possibile. Senza dubbio tu hai un potenziale. Non hai ancora raggiunto il tuo massimo numero di gettoni e un’ottimale velocità di interazione con essi. Vassily, ora ti dirò dove si trova il picco della carriera del guardaroba! Ed è lì che devi ambire, — la madre mi guardava ansiosa. Si tratta del guardaroba teatrale, Vassily! Il guardaroba al teatro, mi capisci?, — Vassily annuiva energeticamente. — “Lì ci sono moltissimi gettoni numerati, e quando finisce lo spettacolo, bisogna subito servire molte, ma molte persone. E i gettoni là sono molto belli. E sai, cosa disse un regista russo più famoso Stanislavsky?”— qui io feci una pausa teatrale. (la madre di Vassily ha fatto occhi tondi) Lui disse: Il teatro inizia con il guardaroba! Cioè il guardaroba — è praticamente qualcosa di molto-molto importante!

— Davvero? Ha detto proprio così?! — Vassily dall’euforia ha addirittura battuto le mani.

— Proprio così! Puoi chiederlo alla mamma e cercare su Internet.

— Grazie. Ho capito. Continuerò a fare carriera. E diventerò il guardaroba al teatro. Ho visto i gettoni lì. Sono bellissimi.

***

è passato molto tempo. È venuta la mamma, senza Vassily .

– Grazie! Grazie! Ci siamo riusciti! Vassily lavora al teatro! Tutti lo conoscono! Una volta è venuto il famoso direttore con gli studenti (futuri attori) e ha chiesto a Vassily di raccontare la sua storia! Guardate – questo significa – vocazione! Così bisogna lavorare al teatro: Mettendoci tutto il cuore! Altrimenti, è meglio andare via da qui a cercare la vostra vera vocazione!

Questo direttore aveva ragione: tutti hanno la propria vocazione! L’importante è trovarla.

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