Come motivare il bambino a studiare?

Questa è la storia di una mamma che era disposta a cambiare e crescere insieme con il suo figlio, che ha accettato che davanti a lei era una persona con il proprio diritto di avere una opinione diversa.

Noi non obblighiamo a studiare, cerchiamo di motivare e osservare. E sono due cose ben diverse.

Ma partiamo dall’inizio. La prima parola del nostro figlio Grigory era “no“- il cielo non è blu, “no”-non vuole andare a fare la nanna, “no”- non vuole mettere il capello. È tutto questo è iniziato molto prima della “classica” crisi di 3 anni. Era la mia prima esperienza, non sapevo cosa fare e così cercavo di costringere il mio figlio a fare le cose che non voleva. Ma Grigory era molto sensibile. Tutti i miei tentativi ad obbligarlo di fare come volevo io, davano i risultati negativi: la crisi isterica, notti senza sonno, paure e perfino la crisi nervosa. Allora abbiamo provato di cambiare il nostro atteggiamento.
IMG_0929Abbiamo applicato il metodo “tutto al contrario”: se dovevamo uscire dicevamo “il tempo non è molto bello, forse è meglio se non usciamo e rimaniamo a casa”, così Grigory correva subito fuori, dicendo: “no, usciamo è bello!” Io accettavo e lui era felice che ho preso in considerazione la sua decisione.
Dopo un mese ha capito che le sue decisioni valgono è vengono accettate e ha smesso di contraddire. È anche noi abbiamo capito che costringerlo non ha senso: o dobbiamo usare gli argomenti forti o cambiare la tattica.
Questo valeva anche per lo studio- cercavo sempre di prendere in considerazione gli interessi del bambino! 
Per esempio, Grigory non voleva ricopiare i testi, anche se cercavo sempre i testi interessanti e facevamo lunghe pause – niente, finché non ha voluto scrivere la continuazione delle storie di Tolkien. Senza fatica scriveva anche 5-7 pagine al giorno.
IMG_0932A 7 anni Grigory aveva problemi con la pronuncia, molti suoni non gli venivano proprio, dopo numerose sedute con vari logopedisti non abbiamo migliorato la situazione. Finché un giorno Grigory non è andato al teatro dove ha visto lo spettacolo con la partecipazione dei bambini! Solo che questi bambini erano all’altezza degli attori adulti !! Grigory è rimasto stupito! Frequentava già da tempo un corso di teatro ma non era allo stesso livello. La stessa sera ha detto che voleva anche lui recitare come quei bambini! Abbiamo trovato il contatto e ci siamo presentati ai provini. Ma il direttore artistico ci ha consigliato prima di risolvere i problemi con la pronuncia. Grigory era disposto a studiare ogni giorno, abbiamo trovato una brava logopedista che finalmente ha fatto la diagnosi giusta è ci ha detto che in un anno il problema si risolveva! 3  volte alla settimana dovevamo attraversare tutta la città per le sedute con lei, poi ogni giorno fare gli esercizi a casa (ci voleva mezz’ora e anche di più) . A volte piangevamo entrambi perché non riusciva a pronunciare i suoni nonostante tante ore di esercizi. Ma Grigory teneva duro!
È dopo solo 4 (!!)mesi abbiamo risolto il problema !! Ed è successo solo perché il bambino aveva un sogno ed era disposto a lavorare sodo per ottenerlo. Era un esempio di come la vera motivazaione può fare miracoli. Grigory ha passato le prove e adesso frequenta quello studio.
Così è diventato più fudicuoso nelle proprie capacità. Dopo questa storia sono convinta che può raggiungere qualsiasi obbiettivo se lo vorrà. Ma deve essere un obbiettivo davvero importante per lui.
Motivare un bambino considerando il suo interesse non è difficile se si usa un po’ di creatività e fantasia. Ma cosa fare se dovete insegnargli qualcosa che non gli piace e che non vuole fare. La mia opinione è non fatelo, se vi è possibile! Ma se è una cosa inevitabile (per esempio l’esame, Grigory studia a casa, ma 2 volte all’anno deve fare gli esami) – gli dico che ci sono le cose come brutto tempo e le malattie che vengono accettate come tali. Per studiare tutto quello che gli piace tutto l’anno, deve impegnarsi e prepararsi per gli esami solo 2 volte all’anno. E lo accetta.
Però l’importante è sottolineare che la situazione del permanente disagio non va bene, quando ogni giorno il bambino deve fare quello che non gli interessa e che non vuole fare – è pericoloso. È pericoloso anche per gli adulti e può portare a depressione.
A volte si può sentire: cosa si fa con dei musicisti o atleti che devono quotidianamente fare un lavoro monotono. Non bisogna costringerli a farlo?
Young violinistHo conosciuto la mamma di un ragazzo 12enne, che dava i concerti nei più famosi concerthall del mondo. Ho chiesto come è riuscita a farlo suonare ogni giorno per 3-4 ore. La mamma ha risposto che la musica è sempre stata la sua passione fin da piccolo. Però ha avuto il momento quando non voleva più andare alle ripetizioni e suonare a casa, cercava sempre scuse per non farlo. Non aveva senso costringerlo perché il suono del violino diventava subito diverso. E i genitori hanno iniziato ad indagare per capire la ragione e l’hanno trovata – era la noia! Il bambino si annoiava durante le lezioni perché sapeva che poteva suonare meglio dei suoi insegnanti. Alla fine abbiamo trovato un bravo maestro, che ha potuto “accendere la fiamma” nel piccolo musicista. E adesso è disposto a studiare anche 5 ore pur di arrivare al livello del suo maestro.
Per motivare i bambini dobbiamo solo trovare un maestro che sarà in grado di passare la propria passione per il mestiere!
A volte la mancanza di motivazione è collegata alla paura di perdere! Sopratutto se nel passato ci sono già stati dei fallimenti! E a casa non vengono celebrate le piccole vittorie del bambino!! Sostenete i vostri figli! Vincitore non è sempre quello che ha preso la medaglia d’oro, ma sopratutto quello che è riuscito a superare se stesso!”
L’originale del articolo potete leggere sul portale https://www.instagram.com/freefromschool/. L’autrice Kristina Sandalova

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