Ma gli adolescenti italiani leggono ancora i libri?

 

Con questa domanda ci siamo rivolte a Natascia Edera, proprietaria della libreria Edera Edizioni (https://www.facebook.com/EderaEdizioni/?fref=ts)  che ha gentilmente risolto i nostri dubbi.

Svetlana: Com’è la situazione tra gli adolescenti in Italia per quanto riguarda la lettura? Che rapporto hanno gli adolescenti italiani con libri? Perché la percentuale di cittadini italiani che leggono è così bassa?

Natascia:Purtroppo come da ultimi e aggiornati dati, la percentuale di lettori Italiana è bassa con fenomeni regionali variabili da nord a sud e isole e con una percentuale di lettrici maggiore dei lettori maschi. In particolare i lettori di più di 6 libri all’anno sono il 42% contro il 62,2% della Spagna, al 69,0% della Francia, al 68,7% della Germania, al 73,0% negli Stati Uniti, all’84,0% del Canada, all’86% del Belgio e al 90,0% della Norvegia (fonte Rapporto sullo stato dell’editoria 2016). La quota di lettori che è più alta è proprio nella fascia tra gli 11 e 19 anni e cala verso i 20. Il picco si ha tra i 15 e 17 anni.

I fattori che vengono messi in relazione a questo andamento sono legati al fattore reddituale, allo spostamento del budget familiare con la crisi perenne che sta attraversando il nostro paese e a una nuova concezione del divertimento e fruizione culturale. In questi anni sono stati determinanti gli sviluppi sul digitale che hanno spostato parte della popolazione più giovane sui device, tablet e reader. Pensiamo ad esempio alle saghe sulle piattaforme dei videogames e all’utilizzo di canali video come fenomeno di intrattenimento (Youtuber in testa).

img_0780Alcuni fenomeni editoriali (dal punto di vista commerciale e di pubblico) tipicamente giovanili sono scoppiati come casi di successo proprio partendo dal digitale, immaginiamo Anna Todd per esempio con l’esperienza del ciclo di “After”
nato sulla piattaforma di libri digitali condivisi, Wattpad. Piattaforma tenuta sotto stretta sorveglianza dagli editori, sempre in cerca di fenomeni editoriali del momento.
C’è un universo da considerare, l’alto costo medio dei libri, la sensazione di dover soddisfare bisogni diversi per cui il libro viene visto come ‘superfluo’ in molte occasioni o dovuto (libri indicati in genere dalla scuola) che porta a una diretta associazione, in questa fascia di età di libro=compito scolastico.
Il settore editoriale conosciuto come young adult ha avuto un notevole sviluppo, a volte sfociato anche in film per la tv e il cinema con grande partecipazione di pubblico anche adulto, pensiamo ai libri di Green per esempio, quali Città di Carta e Colpa delle stelle.

Svetlana:Cosa si fa per invogliarli a interessarsi di lettura? Cosa c’è di nuovo nel mondo di libri per l’età di adolescenza, qualche scrittore moderno/classico da suggerire?
Natascia:Da libraia e mamma di una adolescente lettrice, ho osservato vari fattori. Il più immediato ma non il più importante è l’esposizione alla lettura già in tenera età. Un bambino circondato di libri ha una probabilità più alta di accedere con più facilità alla lettura creando una abitudine. Non è sempre detto però che essere esposti a vaste librerie faccia diventare un bambino un grande lettore. Mi è capitato molte volte di incontrare ragazzi che non ‘sopportano’ i libri anche se circondati da questi. Ho notato invece che l’approccio che associa esposizione e libertà nelle relative scelte sia positivo. Genitori che ‘forzano’ le letture e a volte anche insegnanti, rischiano di causare fastidio e doveri intorno alla lettura quando invece deve rappresentare anche un momento di grande svago e arricchimento personale. Li vedo molto attratti dalle storie positive di sportivi, biografie, libri sulla scienza e sulla storia, la magia e fantasy. Anche “Diario di una schiappa”ha avvicinato i ragazzi in quanto il suo protagonista è empatico e rappresenta forse per molti di loro una rivincita, la rivincita delle ‘schiappe’. img_0784Ultimamente è noto il fenomeno di Youtuber, giovani e giovanissimi diventati famosi grazie alle iscrizioni ai loro canali Youtube e che poi vengono ingaggiati dalle grandi case editrici per scrivere libri ‘fenomeno’ in cui raccontano le loro avventure. Sono libri fotografici e biografici. E’ molto attivo invece il settore dei libri illustrati e per bambini che cresce ogni anno con % a due cifre.

Svetlana: Qual è il ruolo della famiglia e della scuola in questo processo? Viene svolto con successo?

Natascia:Penso che la famiglia sia determinante in tutte le fasi educative dei bambini e quindi anche nella promozione della lettura. Bisognerebbe cominciare molto presto, dalla nascita. L’esposizione al racconto di storie brevi, filastrocche e canzoncine abitua i bambini ad un uso sempre dinamico di parole ‘fresche’ utili per il loro futuro. Non solo, abituare i bambini a raccontare con parole sempre nuove, i suoi sentimenti e le emozioni li aiuterà da grandi a descriverle queste emozioni, a esprimerle e non soffocarle. Li aiuterà anche a scuola nelle interrogazioni orali e nella scrittura di testi ‘lunghi’, abitudine che hanno via via perso a causa della scrittura prima di sms e poi di messaggi WhatsApp. Penso però che anche la scuola sia determinante, veicolare con fantasia autori e scrittori aiuta i ragazzi a maturare un interesse specifico attorno a un argomento (pensiamo al mito del film Attimo Fuggente).img_0783

Le famiglie che frequentano la libreria a caccia di libri per i loro figli sono sempre più attenti alla qualità dei testi, della rilegatura, delle immagini. Si cercano anche libri accessibili in grado di aiutarli, vedo molta attenzione da parte dei genitori che frequentano le librerie, purtroppo però ci sono ancora moltissime famiglie che proprio non le frequentano e ragazzi che non sono mai entrati in una biblioteca. Penso che questa sia una grande opportunità persa.

Svetlana: Hai esperienza di altri paesi che puoi farci raccontarci? Paesi scandinavi?

Natascia:Non ho esperienza vissuta personalmente ma narrata. La Novergia come detto prima rappresenta un paese di fortissimi lettori, circa 80% della popolazione contro il 42% Italiano. Credo che sia molto difficile paragonare le nostre culture, sicuramente possono concorrere molti fattori. I giovani si staccano molto presto dalle famiglie e viaggiano moltissimo, sono presto indipendenti anche economicamente e apprendono le lingue in età precoce. La curiosità dei viaggi e lo stimolo culturale che ne deriva può essere un fattore che incide in modo favorevole. Non penso che sia un discorso di qualità in quanto in Italia abbiamo grandi autori, grandi illustratori e moltissime iniziative sul territorio che cercano di avviare progetti interessanti, come “Nati per leggere”ad esempio.
Penso che in Italia non diamo molta importanza al fenomeno libro come elemento di arricchimento ma più come ‘passatempo’ culturale. E’ veramente una nicchia, la popolazione che acquista libri particolari, saggi e manualistica.
P.s libreria  Edera Edizioni è  un posto accogliente e capace di farti sentire a casa, con un morbido divano, panchine con cuscini, odore di legno e tanti tanti libri! Ti viene voglia di sederti e leggere, leggere, leggere…

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