Una conversazione con una delle fondatrici della prima scuola democratica di Vicenza”Flow ALC”

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Una semplice domanda: vi fidate del Vostro bambino?
Non è semplice però la risposta, vero?
Io sì che mi fido!… ma fino a che punto?
Un bambino è pur sempre un bambino, no?
NO!

Un bambino è perfettamente in grado di decidere per se stesso molte cose ed è anche in grado di fare una scelta propria. É difficile non essere d’accordo con questo, basta fargli fare, cioè scegliere e/o decidere per se: di togliere il maglione, quando ha caldo; di non giocare con altri bambini, se non ne ha voglia; di non salutare i grandi, se non se la sente…ecc. (ovviamente qui non rientrano i casi di pericolo di vita).

Ma soprattutto dargli tempo per le proprie scoperte. Cosa intendo? Vedere un oggetto cadere, se lo lasci andare; vedere il ghiaccio sciogliersi, se lo tiri fuori dal freezer; seguire il rumore per scoprire da dove proviene invece i fargli trovare una risposta pronta; o meglio ancora come fanno nella scuola FLOW: accompagnare il bambino nel contemplare il sole che si sposta e lascia l’ombra in posti diversi ogni volta, quindi associarlo allo scorrere del tempo per arrivare alla fine alla grande scoperta dell’orologio solare fai da te passo per passo! E tutto questo a 6 anni!

Chi ha ormai tempo per farlo? Nella fretta costante che fa parte integrale della nostra vita di oggi, ci dimentichiamo a volte che a ogni cosa serve il proprio tempo. All’apprendimento soprattutto, perché ogni bambino è diverso l’uno dall’altro, e questo non vuol dire migliore o peggiore, ognuno ha i propri ritmi.

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Non sarebbe bello se anche a scuola facessero andare a proprio passo il bambino nel suo percorso di apprendimento? Sapete cosa Vi dico? Esistono scuole che lo fanno! Ce n’è una anche a Vicenza. Si chiama “Flow ALC”, centro per l’apprendimento agile” la prima scuola democratica di Vicenza. Una scuola che offre un tipo di educazione che sia democratica e rispettosa dei bambini, che sia basata sulla libertà di apprendere, e che segua il naturale sviluppo e la curiosità dei bambini.

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Abbiamo intervistato una delle fondatrici della FLOW – Emanuela Gelain. Una giovane donna piena di entusiasmo e di conoscenze, con la mente aperta, che promuove l’educazione nel pieno rispetto dei bambini e il loro diritto alla scoperta.

Dopo la conversazione ci è rimasto un retrogusto di speranza e fiducia che le scuole del futuro cambieranno in meglio, facendo della fiducia e del rispetto verso i bambini il loro punto centrale. Quello che dovrebbe essere un insegnante, secondo Emanuela, è un facilitatore nell’apprendimento naturale. Saper porre le domande giuste per incitare innanzitutto il pensiero nel bambino e farlo arrivare a una conclusione da solo, senza affrettarlo e senza giudicare.

Come si svolge la giornata alla scuola FLOW? Risponde Emanuela:
L’orario di arrivo è flessibile. Vuol dire che i bambini arrivano quando li portano i genitori, anche alle otto, ma non si inizia subito, per dare modo a tutti di arrivare e perché generalmente fino alle nove i bambini sono stanchi, chi per un motivo, chi per altro. Quindi qui hanno la possibilità di caricarsi e svegliarsi per bene prima di cominciare.

Poi c’è Kanban – l’attività che da inizio alla giornata scolastica. Kanban è il famoso metodo nato in Giappone, utilizzato da Toyota e declinato poi anche in campo educativo nella metodologia agile. Alla scuola FLOW ci si riunisce nel cerchio. Le tre domande alle quali ogni bambino risponde durante Kanban sono: 1. Cosa ho fatto ieri? 2. Cosa voglio fare oggi? 3. Che aiuto mi serve? Questo perché innanzitutto c’è la sua (del bambino) idea di quello che oggi vuole scoprire, oggi vuole imparare. Poi sul grande tabellone a parete viene scritto tutto in colonne: Idee/Preparazione/Fare/Fatto, in modo che non ci sia una dispersione e/o confusione, così ogni bambino segue il suo percorso e vede realizzarsi le proprie idee e intenzioni. Voglio imparare a scrivere in corsivo, voglio fare un vestito da fatina, voglio imparare a giocare a scacchi, ecc.

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 Le idee sono diverse, ma per noi hanno tutte le stesso valore: fare il vestito da fatina è importante quanto imparare a fare i conti. Allo stesso tempo i bambini possono scegliere tra quelle che sono le loro idee e quelle che sono le offerte. Ogni settimana ci sono una serie di offerte che possono variare quando per esempio ci sono gli ospiti che raccontano per esempio come funziona il motore, come si può fare una circonferenza, possono essere cose diverse. Poi ci sono le offerte permanenti, per esempio c’è un’offerta di algebra e di scrittura. Quindi i bambini quando vogliono possono partecipare, ma qui ci sono le regole. Se hai saltato un incontro, non puoi venire al prossimo, se non ti informi di cosa si è parlato, puoi chiedere all’insegnante, puoi decidere di studiarlo da solo a scuola, a casa con la nonna. “É vero che la nostra scuola si basa sulla libertà, ma la libertà è stare alle regole di tutti. In più anche i bambini stessi possono fare delle offerte e condividere le loro scoperte con gli altri interessati.”

“La questione dell’aiuto in realtà è molto importante. Io e Giulia, la mia collega, pensiamo che dare un aiuto al bambino non significa insegnargli delle cose ma facilitarne l’apprendimento, ovvero come adulto stare al suo fianco, non essere né una guida che sta davanti, né un motivatore che spinge da dietro. La difficoltà nel fare questo è il saper aspettare, dare tempo al bambino di pensare a come raggiungere la sua meta. Noi adulti molto spesso conosciamo la risposta alle curiosità dei bambini e siamo, per questo, spesso tentati dal dare delle risposte pronte alle loro domande, invece di rispondere ponendo a nostra volta delle domande che incitino il bambino a pensare, ragionare e decidere il da farsi per trovare questa risposta. Noi alla FLOW creiamo le condizioni e diamo degli strumenti ai bambini per poter fare delle scoperte personali, che diventano degli obiettivi raggiunti scritti nei post-it e spostati sulla colonna di “fatto” su Kanban, così da facilitare il bambino nel visualizzare le proprie scoperte e dare modo anche agli altri di poter chiedere delle informazioni in merito a queste. Questo cosa dà al bambino?Autonomia. Non serve che ci sia qualcuno che ti dia delle spiegazioni su come funzionano le cose, se si trova in un ambiente che parla e in cui si possono utilizzare degli strumenti per fare delle prove e osservare cosa succede!”, spiega Emanuela.

Abbiamo chiesto quali regole ci sono alla FLOW e come vanno rispettate. Emanuela ci ha risposto che ci sono le regole di base che riguardano la sicurezza e su cui non si discute. Le altre regole vengono inserite quando c’è la necessità, cioè quando si presenta una situazione problematica che deve essere risolta (come ci si comporta, i cosa fare con i giochi rotti, un litigio, un’incomprensione, pulizia e ordine, ecc.). Tutti aiutano a stabilire le regole e aiutano a rispettarle. Anche per questo si usa il metodo Kanban e la tabella sul muro dove vanno attaccati i rispettivi post-it.
Si usa riunirsi a una vera e propria assemblea, ed è qui che si discute e si decide tutto. La cosa più bella è che a ognuno, che sia adulto o bambino, viene data la parola e ognuno viene ascoltato e preso davvero in considerazione. Ogni opinione vale.

Sono curiosa di sapere quanti di noi adulti abbiano partecipato ad un’assemblea? Potrebbe essere che ci sia qualcuno che non l’abbia mai fatto. Che gioia sapere che fin da piccoli i bambini possono vivere questa esperienza e molte altre nelle scuole come la FLOW.
Emanuela, cosa ci dici invece sugli esami, sulle verifiche?
“E’ importante dire che la FLOW è una scuola per i genitori che si avvalgono del diritto all’educazione parentale. Legislativamente, i genitori sono tenuti a dimostrare di avere le capacità tecniche e economiche per provvedere all’educazione dei propri figli che permetterà loro di sostenere l’esame di Stato di terza media. C’è molta confusione riguardo questo tema, molti pensano che sia necessario sostenere un esame ogni anno ma in realtà non c’è nessuna legge in Italia che espliciti questo obbligo. Essendo stato questo il primo anno della FLOW, avevamo previsto per ogni bambino la possibilità di sostenere a giugno un esame alla scuola pubblica, l’esame che attesta appunto l’idoneità di un alunno ad una determinata classe e che dà quindi la possibilità di iscrivere il bambino alla scuola pubblica l’anno successivo. In accordo con i dirigenti scolastici di riferimento, più della metà dei genitori (4) hanno però preferito non far sostenere l’esame ai loro bambini. Quest’anno, senza verifiche e voti, anche i bambini più piccoli hanno imparato a leggere, a scrivere e a fare di conto. C’è chi è più veloce, chi meno. Qui da noi tutto va alla velocità di ogni bambino. Per imparare a leggere e a scrivere, per scoprire la matematica ed aumentare le competenze nella lingua italiana, usiamo alcuni strumenti di Camillo Bortolato e molti strumenti montessoriani.”

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Abbiamo visto la scuola, siamo stati ospiti alla FLOW, ringraziamo Emanuela per averci dedicato il suo tempo e per aver condiviso con noi lo spirito democratico della scuola FLOW, alla quale facciamo un sincero augurio di prosperità, successo e molti nuovi iscritti!

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