Come preparare il bambino per la scuola?

          Per me è un argomento molto attuale perché l’anno prossimo mia figlia va in prima elementare. Ho letto tanti articoli e pareri degli psicologi e insegnanti per capire come fare questo passaggio il più dolcemennte possibile. E oggi voglio condividere con voi i consigli pratici che ho trovato e sto praticando.
I bambini durante l’ultimo anno di asilo iniziano già le preparazioni: imparano l’alfabeto, i numeri, i giorni della settimana. Ma secondo me anche noi genitori dobbiamo aiutarli.
Innanzitutto non parlare male della scuola. Cercare di incuriosire il bambino dicendo che imparerà tante cose nuove. Non fategli sentire i vostri discorsi con le altre persone, dove magari vi capita di parlare delle vostre preoccupazioni.
   La scelta della scuola: tempo pieno o mezza giornata (per le mamme che lavorano e non hanno aiuti dei nonni purtroppo non c’è scelta). Sarebbe utile chiedere alle maestre dell’asilo le loro osservazioni: come si comporta il bambino durante la giornata, se si stanca facilmente, se cerca di allontanarsi per riposare da solo. Ma ovviamente nessuno conosce il vostro bambino meglio di voi. E se vedete che si stanca facilmente e ha bisogno di stare con voi a casa, avendo la possibilità – fatelo.
Per chi invece sceglie la scuola a tempo pieno cercate di non caricare il bambino troppo con le atre attività, almeno all’inizio. A volte fare niente fa bene! E non dimenticate di mantenere il rapporto aperto e fiducioso con il vostro figlio, considerando che dalle medie tornerà dalla scuola senza compiti fatti e sarete voi ad aiutarlo.
    3 fattori più importanti nella preparazione per la scuola:
1. Fisiologico.
All’età di 6-7 anni il bambino fa uno scatto di crescita, di solito in questo periodo i bambini si allungano notevolmente. Anche il cervello subisce un cambiamento importante: inizia a capire e apprendere molto velocemente. In alcuni paesi esiste un test che valuta la prontezza del bambino: con la mano destra deve toccare il lobo dell’orecchio sinistro. Se ci arriva – è pronto dal punto di vista fisiologico. Ovviamente non è il fattore più importante.
2. Intellettuale.
Prima di tutto il linguaggio. È molto importante come parla il bambino. Come risponde alle vostre domande. Stimolatelo a rispondervi usando più parole possibile. Fategli tante domande. Chiedete di raccontarvi il cartone o il film che ha visto. Se nel libro c’è una immagine chiedete di raccontarvi cosa vede. I giochi per sviluppare il linguaggio:
– “alieno”. Dite che siete arrivati da un altro pianeta e non sapete cos’è un libro/una coperta/un computer, chiedete al bambino di spiegarvi cos’è. Potete aiutarlo con delle domande: di che materiale è fatto, che forma ha, e leggero/pesante? Bel gioco per i viaggi in auto!!!
– imparate con il bambino delle filastrocche o canzoni per bambini;
– giocate a indovinello
Sapere leggere. Leggere è un processo molto faticoso. Per il bambino che sa leggere sarà molto più facile ad imparare tutto il resto. Si può giocare a sillabe:mettere insieme le vocali e le consonanti, mettere insieme varie sillabe, dire tutte le parole che iniziano con una certa lettera.
Sapere contare. Il bambino deve sapere contare le cose, non semplicemente conoscere i numeri. Deve imparare che con ogni numero successivo si aggiunge un oggetto.
Memoria e attenzione. Per svilupparle giocate a memory; imparate le filastrocche (meglio se con il tempo ritornate a recitare alcune filastrocche/poesie imparate qualche settimana, qualche mese fa – così si allena la memoria a lungo termine); prendete una vecchia foto e chiedete al bambino se si ricorda dove è stata fatta, cosa avete fatto quel giorno. Un altro bel gioco – il primo giocatore dice: “conosco 5 frutti: uno- banana, due- mela, e così via, poi il secondo continua con nomi/verdure/animali (se siete fuori si può giocare con la palla passandola da un giocatore all’altro).
3. Motivazione.
Secondo me è il fattore più complesso. Capita spesso che il bambino inizia ad andare a scuola con tanto entusiasmo ma dopo qualche tempo gli passa la voglia di studiare. Perché? Perché inizia a capire che studiare è un lavoro, spesso faticoso, non sempre interessante, che però bisogna fare. Come possiamo motivarlo? Possiamo dire che studiando potrà imparare le cose nuove, che gli aiuteranno da grande a scegliere un mestiere. Che è normale che nel lavoro ci sono le cose che ci piacciono e le cose invece che si deve fare. Per aiutarlo – a casa scegliete dei giochi dove ci sono le regole e fate che il bambino le rispetti il più possibile, non aspettate che inizia a farlo subito, dategli tempo.
Spero che questi suggerimenti possano esservi utili.
Non dimenticate che le vacanze prima della scuola sono fatte per riposare bene e che si può insegnare tutto giocando!!!

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“Matematica per i piccoli “

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